L’isola di Okinawa e l’intera prefettura, nell’estremo sud dell’arcipelago giapponese, sono state colpite da un terremoto, alle ore 5.31 locali di sabato 26 febbraio, spingendo la Japan metereological Agency a lanciare l’allarme tsunami con onde alte fino a 2 metri a Okinawa, dove è stato diramato un'ordine di evacuazione dalle zone costiere.
La Nhk, tv pubblica, ha dato il via alla diretta sull’emergenza cominciando a diffondere informazioni che hanno a poco a poco mostrato una situazione più confortante rispetto ai timori iniziali.
Il terremoto di magnitudo 7 si è verificato nell'Oceano Pacifico un'ottantina di chilometri al largo di Okinawa e a una profondità di 22 chilometri, secondo l'istituto geofisico statunitense Usgs.
Secondo la tv giapponese, invece, si tratta di un sisma di magnitudo 6,9 ad una profondità di 10 chilometri.
I danni subiti sono marginali: come ha spiegato il comando dei vigili del fuoco, sono saltate alcune condutture dell’acqua nella città di Naha, capoluogo di Okinawa, e in altre città dell’isola.
La Japan metereological Agency ha, in seguito, ritirato l'allarme tsunami, trasformandolo in "advisory": ciò significa che l'agenzia invita alla cautela perchè potrebbero registrarsi onde anomale nelle isole di Okinawa, Amami, Tokara, Daitojima, Miyakojima e Yaeyama.

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